Il progetto propone la creazione di un sistema agroalimentare innovativo che collega direttamente il settore agricolo biologico alle produzioni di acquacoltura, attraverso i principi dell'economia circolare e dell'agroecologia, con particolare riferimento a territori collocati in ambiente montano. II progetto contribuisce alla transizione verso un agro-sistema volto all'implementazione e alla promozione di pratiche sostenibili, promuovendo la cultura del biologico sul territorio nazionale attraverso l'implementazione del progetto pilota regionale. Il progetto si concentra sull'uso innovativo degli scarti provenienti dalle attività agricole biologiche per valorizzarli e renderli una risorsa funzionale per l'acquacoltura, con lo scopo di rispondere concretamente alle sfide ambientali e socio-economiche legate ai cambiamenti climatici e assistere il settore nel processo di transizione e rafforzamento del biologico.

Il progetto risponde alla necessità di rendere il sistema agricolo e il sistema di acquacoltura più sostenibile, in risposta all'aumento delle produzioni e alla crescita del valore aggiunto. La Regione Marche ha una produzione di colture biologiche pari a circa il 20% della SAU totale e il settore è in costante crescita. Lo stesso avviene nel settore pesca ed acquacoltura con un aumento negli ultimi anni del settore di circa il 40% (NISEA, 2020). Questi trend positivi si riscontrano anche a livello nazionale e, in particolare, il segmento produttivo più rappresentativo per valore delle! produzioni è l'allevamento di specie di acqua dolce, in pa1iicolare della trota iridea, che incide per circa il 27% sul valore dell'intero fatturato dell'acquacoltura nazionale, con un volume di produzione di circa 36 mila tonnellate, p01iando l'Italia ad essere il principale produttore dell'Unione europea (Piano Strategico per l'Acquacoltura in Italia 2014-2020). Per quanto riguarda la produzione di rifiuti dalla lavorazione degli alimenti, secondo dati EUROSTAT (2018), si stimano essere circa il 15% della produzione totale; gli scatii della lavorazione vitivinicola presentano un'elevata incidenza in termini di volume: circa 1'8% del totale. La produzione di sottoprodotti di origine vegetale po1ia1 alla formazione di scarti ed effluenti che sono naturalmente ricchi in zuccheri, proteine, fibre e lipidi, oltre a vitamine ei altri composti bioattivi, quali il resveratrolo presente negli scarti della produzione di vino. Secondo stime! dell'International Organisation of Vine and Wine (OIV) nel 2014 sono stati prodotti in Italia 44,4 Megahl di vino, con un quantitativo di scarti stimato in circa 8 milioni di quintali di vinacce e vinaccioli, (15% dell'uva vinificata) e di 2.250.000 hl di fecce (5% del vino; OIV, 2015). Il Progetto è un processo di valorizzazione dei rifiuti di origine agro-industriale per utilizzarne il potenziale, limitando l'impatto ambientale e rendendo lo scarto una risorsa di qualità. In letteratura è stato dimostrato che l'utilizzo degli scarti del settore vinicolo, usati ad oggi solo per produrre farine per allevamenti di bovini, grazie alla presenza di lipidi, proteine, carboidrati e polifenoli, risultano essere pat1icolarmente efficaci per produrre alimenti di qualità e per il benessere animale, limitando anche l'uso di antibiotici. Il consumo indiretto dei polifenoli è positivo per l'alimentazione umana; lo studio mira a stimarne le potenzialità nell'allevamento di trote.

Partner

Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine (IRBIM-CNR), Partner
Associazione Promozione Sociale Isola della Sostenibilità (IDS), Partner
Agropesca – circolare e biologico dal campo alla rete
AGROPESCA
J13C25000720001
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CAPOFILA
ID 229
Programma nazionale di ricerca per lo sviluppo del settore dell'agricoltura biologica, attuato dal MASAF (ex MIPAAF) nell'ambito del Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF), Avviso pubblico per la concessione di contributi finalizzati allo sviluppo del settore dell'agricoltura biologica attraverso la realizzazione di progetti di ricerca rispondenti alle tematiche prioritarie di Ricerca e Innovazione individuate nel "Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico", Decreto Ministeriale 8 ottobre 2020, n. 922034, G.U. Serie Generale n. 4 del 7 gennaio 2021
Fondo per la ricerca nel settore dell'agricoltura biologica e di qualità
Università degli Studi di Camerino
MASAF - Dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica DG PQA – Pqa II
277.850,00 €
205.850,00 €